lunedì, 21 maggio 2012

Il nostro petrolio è l'ambiente.

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Da un'intervista di Antonietta Demurtas (http://www.lettera43.it) una serie di considerazioni da parte del neo assessore al turismo Luigi Crisponi riguardo la situazione della presenza turistica in Sardegna per il 2012.

"Lo sviluppo turistico si può avere solo se contestualmente c'è anche quello delle attività di trasporto che devono essere funzionali e gestite con efficienza e qualità. E al momento non è così. La tariffazione deve saper intercettare non solo le esigenze delle imprese ma soprattutto quelle dei mercati. Perché oggi non si sceglie una destinazione per passione o emozione ma un luogo che sia confacente alle personali possibilità economiche.

Se questo in Sardegna non è possibile il turista si rivolge a un competitor. E noi nel Mediterraneo ne abbiamo la bellezza di 130: Sicilia, Puglia, Campania, Calabria, Basilicata, per stare in Italia. Ma non solo il Sud, si va dalla Liguria all'Emilia Romagna. Senza contare i concorrenti internazionali.

La Sardegna continua a registrare un'emorragia di arrivi: nel 2011, sono stati 343 mila in meno rispetto al 2010. La partita del turismo si gioca su 12 milioni di presenze, tante sono state nel 2011. Con una regressione che oscilla tra il 5 e l'8% a seconda dei luoghi e che è molto legata alle questione del trasporto.

Purtroppo l'asta per la continuità territoriale aerea è andata deserta. Le imprese fanno una rigorosa valutazione economica di quanto può incidere positivamente nell'ambito societario una compartecipazione regionale con l'abbattimento del costo. E sbagliano: questa valutazione viene fatta nel momento peggiore. L'impresa si vuole proteggere, ma il mercato si muove con difficoltà. Il turismo è al decimo posto nel paniere della spesa familiare, prima ci sono priorità da affrontare che impediscono l'acquisto di una vacanza.

Con la stagione estiva alle porte abbiamo armato una nostra flotta che è partita da febbraio. Non ne facciamo una questione di azienda ma di dignità di un popolo e di una terra. Un'operazione realizzata con la consapevolezza che per la Regione è difficilissimo anche dal punto di vista economico armare una propria flotta.

Nel 2011 con le due navi della flotta sarda abbiamo cercato di equilibrare il mercato. I biglietti costano molto meno di quelli delle compagnie marittime private. La nostra è una battaglia di onore e di orgoglio. La questione ha assunto una dimensione politica europea. L'Antitrust europeo se ne sta occupando dopo che la Cin, la nuova Tirrenia, ha mortificato la libera circolazione delle persone con un vincolo tariffario che annientava i diritti di un territorio di essere ben collegato con mezzi nuovi e tariffe coerenti.

Si sono nascosti dietro la scusa dell'aumento del costo del carburante. Un atteggiamento davvero poco onesto, visto che questa terra rappresenta per Onorato (Moby) e gli altri due grossi armatori una fetta consistente dei bilanci societari. La Sardegna è per loro una sorta di Eldoardo. Ma qui non si viene solo a scavare e a cercare i filoni auriferi, bisogna anche essere consapevoli e responsabili. Valori che questi furfanti del mare hanno scordato.

A Bruxelles sarà l'Ue a decidere se permettere alla Regione di avviare una trattativa privata, riaprire il bando europeo o posticiparlo al 31 ottobre anziché al 31 maggio. Se ci fosse questa opzione i sardi continuerebbero a viaggiare con la continuità territoriale.

Il nostro petrolio è l'ambiente. Diciamo no alla speculazione edilizia e allo sfruttamento dei territori senza un attento monitoraggio regionale. Sapremo proteggere questa terra, e vogliamo che la parola ecosostenibilità ambientale diventi l'unico lasciapassare per noi sardi e per quelli che voglio venire a casa nostra a fare impresa.

L'ultimo bando erogato dall'assessorato regionale del Turismo in questi giorni non prevede l'aggiunta di un solo metro cubo di cemento, ma solo la riqualificazione delle strutture e la messa a sistema secondo le regole innovative che detta il mercato. Quindi solo miglioramento della qualità di ambienti già esistenti: dal riscaldamento piscine ai centri wellness fino al ricovero biciclette. Mettiamo a disposizione un percorso di accompagnamento per chi vuole ottenere una certificazione ambientale, una ecolabel rilasciata dall'Ue.

C'è ancora molto da fare in ambito infrastrutturale. Dobbiamo creare condizioni di decoro e di arredo in ogni paese per essere attrattivi. Una buona produzione in un garbato borgo, seppur lontano dalla costa, lo trasforma in un luogo di richiamo in cui celebrare valori autentici che non possono essere dimenticati, bisogna restituire valore alle tradizioni.

C'è bisogno di moltiplicare questi valori e fare rete. Cosa su cui i sardi devono lavorare di più. Un turista non ha solo bisogno di mangiare e dormire. Se è acculturato vuole anche conoscere, respirare l'aria dei giganti della nostra letteratura, del canto, della poesia.

Il mare è un formidabile attrattore, è il nostro pilastro. Ma a questo vanno affiancati elementi che noi sardi trascuriamo con superficialità."

 

lunedì, 14 maggio 2012

6 bandiere blu assegnate alla Sardegna

Sei bandiere blu per la Sardegna assegnate dalla Fondazione per l'educazione ambientale (Fee), una in più rispetto allo scorso anno:

Santa Teresa di Gallura-Rena Bianca;

La Maddalena-Punta Tegge/Spalmatore;

Palau-Palau Vecchio/Sciumara (Olbia-Tempio);

Castelsardo-Ampurias (Sassari);

Oristano-Torre Grande (Oristano);

Quartu Sant'Elena-Poetto (Cagliari).

poetto, sardegna, quartu sant'elena, cagliari

Poetto - CA


23:05 Scritto da: gblogger in blog life, Foto, territorio | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

lunedì, 20 febbraio 2012

Sartiglia 2012.

Video: Sartiglia 2012. Stelle centrate per il Gremio dei Contadini

Sono 15 su 74 tentativi le stelle centrate nella Sartiglia di Domenica 19 febbraio 2012 nel Gran Premio dei Contadini!

Giunta ormai alla 547° edizione la "Sartiglia" (temine di origine latina: fortuna, anello) è una manifestazione della tradizione oristanese che si tiene l'ultima domenica e l'ultimo martedì di Carnevale.

Ad Oristano la "Sartiglia" già si correva nel 1546; esiste infatti un documento datato 1547 in cui si parla della Sartiglia organizzata in onore di Carlo V. Si tratta di una corsa all'anello, o alla stella, una specie di rito in cui antiche popolazioni rurali chiedevano prosperità di raccolto e fertilità della terra al Dio pagano, rappresentato dalla misteriosa ma allo stesso tempo inquietante maschera, sul volto del cavaliere, "Su Cumpoidori".

 

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La Sartiglia è un insieme di simboli, di momenti e di protagonisti. Su Cumpoidori, appunto, nasce dalla Vestizione pubblica e viene accompagnato, durante la manifestazione, dal ritmo dei Tamburini e Trombettieri. 

I Gremi erano antiche corporazioni delle arti e dei mestieri votate ai santi protettori: domenica era il turno dei contadini, martedì sarà quello dei falegnami.

L'organizzazione della Sartiglia impiega cavalieri e gremi per buona parte dell'anno, ma è il 2 febbraio con la festività della Candelora che l'evento ha inizio. Dentro la Sartiglia convivono elementi di tradizione e cultura tramandati da centinaia d'anni. Oristano vive questo evento con intensità sin dai tempi del Giudicato d'Arborea, riuscendo sempre a rievocare alcuni degli aspetti più inesplorati della ritualità pagana, contaminata da cerimoniali di origine cristiana.